ALESSIA ARMENI, SUE KENNINGTON, MARTA MANCINI, ANDREA PANARELLI

SCIVOLARE LENTAMENTE

 

a cura di Alessia Armeni

25 settembre - 11 novembre 2016

 

Alessia Armeni, Sue Kennington, Marta Mancini e Andrea Panarelli propongono presso Yellow una mostra che vuole identificare un processo creativo nel quale il pittore individua le proprie intenzioni durante l’azione pittorica. Il concetto di “scivolare” allude a quella direzione inaspettata prodotta dall'azione combinata di più forze; si vuole intendere una pratica che a partire da un progetto iniziale, si lascia contaminare dalle possibilità che la pittura stimola nel suo divenire; durante questo processo può essere tradito il programma iniziale e sposato l'imprevisto. L'obiettivo non sarà, a questo punto, rappresentare sul quadro un'immagine prefissata ma descrivere il tramutarsi di questa in linguaggio pittorico. Dunque, in Alessia Armeni l'identità del segno pittorico è incerta tra rappresentare un soggetto ed essere soggetto esso stesso; in Sue Kennington strutture di impianto geometrico si aprono in subordine alle volontà cromatiche; Marta Mancini attraverso stratificazioni di gesti fluidi fonde ed intesse trame a tracciati di colore; per Andrea Panarelli la ripetizione di un soggetto cede alla sua disintegrazione per rinascere in altro. Sono lavori che mettono in discussione il concetto di determinazione di un'opera, il cui lavoro e tempo di realizzazione, come ogni esperienza, sono parte di un tutto; ogni opera è necessaria per la successiva, tassello di un corpo di lavori e contemporaneamente affermazione assoluta.

 

Yellow is pleased to present Scivolare Lentamente (literally "To Slide Slowly"), an exhibition curated by Alessia Armeni, that looks at ways in which the artist discovers his or her intentions through the process itself. The idea of slipping alludes to the unexpected direction that occurs when aspects of the process effect the outcome. That is setting out from an initial projected idea, the direction changes in response to various possibilities encountered in its ‘becoming’, often thus abandoning the original concept, and embracing the unexpected. The aim being not to adhere to a pre-fixed idea, but to present rather the slippage that occurs during the working process, as the finished work. In the work of Armeni, we are unsure whether the mark is representing a subject or has in fact become the subject itself. In Kennington’s paintings, the implied geometries give way during her process, to the intensities of the chromatic juxtapositions. Mancini uses layers of fluid gestures and interlaced threads of colour to achieve this slippage. Panarelli through repetition of his subject, enables the subject to give way and transform. All of these paintings question the concept of “definition of an artwork”. The labour and the time spent for their making contribute to a whole, just like an experience. Every single painting is essential to the next one; it is a piece of the puzzle and yet an absolute statement.