Non è forse perché coltiviamo le nebbie?

Lorenzo Di Lucido solo show, curated by Claudia Contu

Opening on Sunday 18/06

" Lorenzo Di Lucido è anche lui pittore e, come Frenhofer, è ossessionato dal medium pittorico. Ogni tentativo, ogni approccio ad una nuova tela, sono un'esposizione totale ed un potenziale fallimento: si può vincere o perdere, ma bisogna rischiare per trovare l'assoluto. Nell'ultima serie di lavori monocromi, Di Lucido si lascia andare con un'esuberanza da “imbrattatele”; l'istinto a cui rimanda il nomignolo di Poussin che non vuole essere controllato, proprio per trovare nell'errore e nella casualità la criticità del mezzo pittorico. Dipingere diventa confrontarsi con l'opposizione che, a prima vista, la pittura sembra opporre al suo autore. Solo un giusto compromesso tra ossessione e ragione sembra essere il mezzo per tenerle testa. Di Lucido cancella l'immagine, che già nelle opere degli anni passati erano eteree e fantasmiche, per sperimentare e lasciarsi andare ai suoi dubbi. Dando fuoco all'immagine può concedersi di tentare di ricostruirla dalla bruciatura, seguendo il “metodo” di Georges Didi–Hubermann. Walter Benjamin ha detto che è nella combustione dell'opera che la forma raggiunge il suo massimo grado di luminosità. Tramite la luce che ne deriva si può vedere in pieno giorno quella forma, aprire gli occhi verso quell'assoluto, quel concetto irraggiungibile, la forma, l'opera e il suo medium si risolvono".

(Estratto dal testo critico di Claudia Contu)