Elia Gobbi

Appunti Sul Segno

Fotografie di Cosimo Filippini

Elia Gobbi presenta a Yellow l’esito di una ricerca sul segno, che lo accompagna da anni.
La mostra si articola partendo da un nucleo di opere su carta datate 2009, paesaggi e forme vegetali, la cui descrizione diventa il pretesto per una meticolosa sperimentazione segnica: tronchi, foglie e fili d’erba si trasformano nello spazio ideale in cui possono coesistere minuscole tracce di un pennino intriso di china, segni giustapposti uno di fianco all’altro e definiti nella loro singolarità. Ogni segno - linea o punto che sia - ha il suo margine autonomo, che esclude apparentemente qualsiasi sovrapposizione, incrocio o contaminazione con i segni vicini. Tuttavia, il loro essere insieme, genera una presenza ritmica e spaziale accorata, confluendo in un movimento condiviso, che è occasione di indagine compositiva e di astrazione, più che di mera replica di un paesaggio visto dal vero. In opere successive e recenti, alcuni di questi segni si allargano, come magnificati da un’invisibile lente di ingrandimento, e vivono grazie al gesto di un pennello. Il segno perde la sua specifica funzione rappresentativa, si svincola dal pezzetto di natura che lo ha generato. 
Come muniti di uno zoom, attraverso l’opera di Elia Gobbi, ci addentriamo nella trama delle cose per coglierne i tasselli, e, ancora, ce ne allontaniamo, per goderne una visione d’insieme, una coreografia di segni che ritmicamente si organizzano e si relazionano nello spazio.

Fotografie di Cosimo Filippini