Controcanto. Palinodie e Contaminazioni.

Sigrid Holmwood, Sebastiano Impellizzeri, Enzo Marra e Michele Tocca.


CONTROCANTO

Palinodie e contaminazioni.

 

SIGRID HOLMWOOD, SEBASTIANO IMPELLIZZERI, ENZO MARRA, MICHELE TOCCA.

 

15 marzo – 30 aprile 2015

Inaugurazione domenica 15 marzo ore 18

Tutti i giorni su appuntamento al 3474283218

c/o ZENTRUM

Via San Pedrino 4, Varese

 

In mostra a Yellow, il lavoro di quattro pittori che fondano la propria ricerca sulla relazione amorosa con la storia dell’arte. Palinodie contemporanee che rivisitano tradizione e immaginario comune, capolavori, architetture e ricette pittoriche dei Grandi Maestri.

 

La palinodia, dal greco pálin, "di nuovo" o "all'indietro" e δή (ōdé, "canto"), è un componimento poetico volto a ritrattare un pensiero precedente, spesso nell’intento di smentirlo. Molti sono gli esempi nella letteratura greca come in quella latina. Tuttavia, l’accezione qui adoperata vuole essere quella più letterale di un canto che cerchi e trovi la sua musa indietro negli anni, ne canti la bellezza e la grandezza, mostrandocela sotto nuove vesti, adorne di reminiscenze e rimandi.

 

Più che pentimenti, quindi, amplificazioni.

 

Accanto alla storia dell’arte conosciuta dai più, si leva dunque un controcanto, una voce che ora si mescola, ora si distingue, arricchendo la melodia principale. La si sente spuntare piano pianissimo, insieme all’erba olandese baciata dal sole di Het Hollandse Landschap (or After Ruisdael), rifacimento di un paesaggio di Ruisdael, di Michele Tocca, salire e arricciarsi nelle chiome e, poi, indulgere fra le nuvole del cielo, per farsi più decisa e ferma sulle mani contadine, nelle scene rurali post Millet e Van Gogh, dipinte da Sigrid Holmwood. Esse profumano di orto e di fiori, di terra e di pietre con cui la pittrice, recuperando le ricette antiche, macina i suoi stessi pigmenti, risvegliando la nostra lunga appartenenza al mondo della natura e della lentezza. In crescendo, la melodia scivola lungo le pennellate pastose di Enzo Marra, evocando cene da Wheeler’s nella Londra anni Cinquanta e celebri esposizioni, di cui Marra spia spettatori e potenziali collezionisti. Infine, forte fortissimo e a ritmo serrato, dal canto si stagliano ad una ad una le voci delle centinaia variazioni di Gilles, celebre Pierrot di Jean-Antoine Watteau, rivisitato qui da Sebastiano Impellizzeri con le sue Postcards from Gilles: “cartoline” che, insieme ad ognuna delle opere in mostra, appuntano ciascuna una possibile differente storia nella Storia.

 

Più di tutto, una storia d’amore.

 

Yellow shows the work of four artists whose research is based on their love of art history. Contemporary recantations, which revisit traditions, collective imagination, masterpieces, architecture and painting recipes of the Great Masters. A palinode (recantation), from the Greek πάλιν (pálin, “again”, "back") and ᾠδή (ode, "song"), is a poetical composition to retract a previous statement, often used to deny it. There are many examples in Greek and Latin literature. However, the meaning used in this case is a more literal one like a song searching and finding its muse from the past, which sings its beauty and greatness, showing it in a new vision, adorned with reminiscences and references. So amplifications rather than regrets. Alongside the ‘history of art’ known by most people, there is a controcanto (a counter song), a voice that sometimes blends in, other times differs, but always enriches the main melody. You can feel it appearing gently, very gently, together with the sun kissed Dutch grass of Het Hollandse Landschap (or After Ruisdael), an interpretation of Ruisdael’s landscape by Michele Tocca. Here it rises and curls up in the foliage and engage in the clouds in the sky, then it is stronger and decisive in the hands of the peasants in the rural scenes after Millet and Van Gogh, painted by Sigrid Holmwood. This rural scenes smell of vegetable gardens and flowers, of earth and stones that the artist uses to make her own pigments by retrieving old recipes, awakening our lost sense of belonging to the world of nature and slowness. In the crescendo the melody slips along Enzo Marra’s creamy brush strokes, evoking suppers at Wheeler’s in London in the 1950’s and famous exhibitions where Marra spies spectators and potential collectors. Finally, loudly, the voices of a hundred Gilles’ variations rise from the song at an accelerating rhythm, and the famous Pierrot by Jean-Antoine Watteau, is reviewed by Sebastiano Impellizzeri with his Postacards from Gilles: postcards, which together with the other works in the exhibition tell a different story within the Story.

Above all a love story.